Pagina:Boccaccio - Decameron I.djvu/298

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294 giornata quarta

poi che il porco non viene alla caccia, e non si fa, acciò che voi non siate venuti invano, io voglio che voi veggiate l’agnolo Gabriello, il quale di cielo in terra discende la notte a consolare le donne viniziane. — Come la maschera fu fuori, cosí fu frate Alberto incontanente da tutti conosciuto; contra il quale si levaron le grida di tutti, dicendogli le piú vituperose parole e la maggior villania che mai ad alcun ghiotton si dicesse, ed oltre a questo per lo viso gittandogli chi una lordura e chi un’altra: e cosí grandissimo spazio il tennero, tanto che, per ventura la novella a’ suoi frati pervenuta, infino a sei di loro mossisi quivi vennero, e gittatagli una cappa indosso e scatenatolo, non senza grandissimo romor dietro, infino a casa loro nel menarono, dove incarceratolo, dopo misera vita si crede che egli morisse. Cosí costui, tenuto buono e male adoperando, non essendo creduto, ardi di farsi l’agnolo Gabriello, e di questo in uom salvatico convertito, a lungo andare, come meritato avea, vituperato senza prò pianse i peccati commessi. Cosí piaccia a Dio che a tutti gli altri possa intervenire.

[III]

Tre giovani amano tre sorelle e con loro si fuggono in Creti; la maggiore per gelosia il suo amante uccide; la seconda, concedendosi al duca di Creti, scampa da morte la prima, l’amante della quale l’uccide e con la prima si fugge; ènne incolpato il terzo amante con la terza sirocchia, e presi il confessano e per tema di morire con moneta la guardia corrompono, e fuggonsi poveri a Rodi ed in povertá quivi muoiono.


Filostrato, udita la fine del novellar di Pampinea, sopra se stesso alquanto stette e poi disse verso di lei: — Un poco di buono e che mi piacque fu nella fine della vostra novella, ma troppo piú vi fu innanzi a quella da ridere, il che avrei voluto che stato non vi fosse. — Poi, alla Lauretta voltato, disse: — Donna, seguite appresso con una migliore, se esser può. — La Lauretta ridendo disse: — Troppo siete contro agli amanti crudele, se pur malvagio fine disiderate di loro: ed io per