Pagina:Boccaccio - Decameron I.djvu/400

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396 giornata quinta

adunque Federigo oltre ad ogni suo potere molto e niente acquistando, sí come di leggeri addiviene, le ricchezze mancarono, ed esso rimase povero, senza altra cosa che un suo poderetto piccolo essergli rimasa, delle rendite del quale strettissimamente vivea, ed oltre a questo, un suo falcone de’ miglior del mondo; per che, amando piú che mai né parendogli piú potere essere cittadino come disiderava, a Campi, lá dove il suo poderetto era, se n’andò a stare. Quivi, quando poteva, uccellando e senza alcuna persona richiedere, pazientemente la sua povertá comportava. Ora, avvenne un dí che, essendo cosí Federigo divenuto allo stremo, che il marito di monna Giovanna infermò, e veggendosi alla morte venire, fece testamento: ed essendo ricchissimo, in quello lasciò suo erede un suo figliuolo giá grandicello, ed appresso questo, avendo molto amata monna Giovanna, lei, se avvenisse che il figliuolo senza erede legittimo morisse, suo erede sostituí, e morissi. Rimasa adunque vedova monna Giovanna, come usanza è delle nostre donne, l’anno di state con questo suo figliuolo se n’andava in contado ad una sua possessione assai vicina a quella di Federigo; per che avvenne che questo garzoncello s’incominciò a dimesticare con Federigo ed a dilettarsi d’uccelli e di cani: ed avendo veduto molte volte il falcon di Federigo volare, stranamente piacendogli, forte disiderava d’averlo, ma pure non s’attentava di domandarlo, veggendolo a lui esser cotanto caro. E cosí stando la cosa, avvenne che il garzoncello infermò, di che la madre dolorosa molto, come colei che piú non n’avea e lui amava quanto piú si poteva, tutto il dí standogli dintorno, non ristava di confortarlo e spessè volte il domandava se alcuna cosa era la quale egli disiderasse, pregandolo gliele dicesse, ché per certo, se possibile fosse ad avere, procaccerebbe come l’avesse. Il giovanetto, udite molte volte queste profferte, disse: — Madre mia, se voi fate che io abbia il falcone di Federigo, io mi credo prestamente guerire. — La donna, udendo questo, alquanto sopra sé stette, e cominciò a pensar quello che far dovesse. Ella sapeva che Federigo lungamente l’aveva amata, né mai da lei una sola guatatura aveva avuta; per che ella diceva: