Pagina:Boccaccio - Decameron I.djvu/403

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novella nona 399

convenendomi, mi conviene, oltre al piacer mio ed oltre ad ogni convenevolezza e dovere, chiederti un dono il quale io so che sommamente t’è caro: ed è ragione, per ciò che niuno altro diletto, niuno altro diporto, niuna consolazione lasciata t’ha la tua strema fortuna; e questo dono è il falcon tuo, del quale il fanciul mio è sì forte invaghito, che, se io non gliele porto, io temo che egli non aggravi tanto nella ’nfermitá la quale ha, che poi ne segua cosa per la quale io il perda. E per ciò ti priego, non per l’amore che tu mi porti, al quale tu di niente se’ tenuto, ma per la tua nobiltá la quale in usar cortesia s’è maggiore che in alcuno altro mostrata, che ti debba piacere di donarlomi, acciò che io per questo dono possa dire d’avere ritenuto in vita il mio figliuolo, e per quello averloti sempre obligato. — Federigo, udendo ciò che la donna addomandava e sentendo che servir non ne la potea, per ciò che mangiar gliele avea dato, cominciò in presenza di lei a piagnere anzi che alcuna parola risponder potesse; il qual pianto la donna prima credette che da dolore di dover da sé dipartire il buon falcon divenisse piú che da altro, e quasi fu per dire che nol volesse: ma pur sostenutasi, aspettò dopo il pianto la risposta di Federigo. Il qual cosí disse: — Madonna, poscia che a Dio piacque che io in voi ponessi il mio amore, in assai cose m’ho reputata la fortuna contraria e sonmi di lei doluto, ma tutte sono state leggère a rispetto di quello che ella mi fa al presente, di che io mai pace con lei aver non debbo, pensando che voi qui alla mia povera casa venuta siete, dove, mentre che ricca fu, venir non degnaste, e da me un piccol don vogliate, ed ella abbia sì fatto, che io donar nol vi possa: e perché questo esser non possa, vi dirò brievemente. Come io udii che voi, la vostra mercé, meco desinar volevate, avendo riguardo alla vostra eccellenza ed al vostro valore, reputai degna e convenevole cosa che con piú cara vivanda, secondo la mia possibilitá, io vi dovessi onorare che con quelle che generalmente per l’altre persone s’usano; per che, ricordandomi del falcon che mi domandate e della sua bontá, degno cibo da voi il reputai: e questa mattina arrostito l’avete avuto in sul tagliere, il quale io per ottimamente