Pagina:Boccaccio - Decameron I.djvu/409

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novella decima 405

all’uscio senza aprirci, quasi con furia disse: — Questo che vuol dire? Chi è questi che cosí starnutisce? — E levatosi da tavola, andò verso una scala la quale assai vicina n’era, sotto la quale era un chiuso di tavole, vicino al piè della scala, da riporvi, chi avesse voluto, alcuna cosa come tutto di veggiamo che fanno far coloro che le lor case acconciano; e parendogli che di quindi venisse il suono dello starnuto, aperse uno usciuolo il qual v’era, e come aperto l’ebbe, subitamente n’uscí fuori il maggior puzzo di solfo del mondo, benché davanti, essendocene venuto puzzo e ramaricaticene, aveva detto la donna: — Egli è che dianzi io imbiancai miei veli col solfo, e poi la tegghiuzza sopra la quale sparto l’avea, perché il fummo ricevessero, io la misi sotto quella scala, sì che ancora ne viene. — E poi che Ercolano aperto ebbe l’usciuolo e sfogato fu alquanto il puzzo, guardando dentro, vide colui il quale starnutito aveva ed ancora starnutiva, a ciò la forza del solfo strignendolo: e come che egli starnutisse, gli aveva giá il solfo sì il petto serrato, che poco a stare avea che né starnutito né altro non avrebbe mai. Ercolano, vedutolo, gridò: — Or veggio, donna, quello per che poco avanti, quando ce ne venimmo, tanto tenuti fuor della porta, senza esserci aperto, fummo: ma non abbia io mai cosa che mi piaccia se io non te ne pago. — Il che la donna udendo, e veggendo che il suo peccato era palese, senza alcuna scusa fare levatasi da tavola, si fuggì, né so ove se n’andasse. Ercolano, non accorgendosi che la moglie si fuggia, piú volte disse a colui che starnutiva che egli uscisse fuori, ma quegli, che giá piú non potea, per cosa che Ercolano dicesse non si movea; laonde Ercolano, presolo per l’un de’ piedi, nel tirò fuori, e correva per un coltello per ucciderlo: ma io, temendo per me medesimo la signoria, levatomi, non lo lasciai uccidere né fargli alcun male, anzi gridando e difendendolo, fui cagione che quivi de’ vicini traessero, li quali, preso il giá vinto giovane, fuori della casa il portarono non so dove; per le quali cose la nostra cena turbata, io non solamente non l’ho trangugiata, anzi non l’ho pure assaggiata, come io dissi. — Udendo la donna queste cose, conobbe che egli erano dell’altre cosí savie come