Pagina:Boccaccio - Decameron I.djvu/408

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404 giornata quinta

tu mi mostri qual ti piace, e lascia poscia fare a me: ma una cosa ti ricordo, figliuola mia, che io ti sia raccomandata, per ciò che io son povera persona, ed io voglio infino da ora che tu sii partefice di tutte le mie perdonanze e di quanti paternostri io dirò, acciò che Iddio gli faccia lume e candela a’ morti tuoi. E fece fine. Rimase adunque la giovane in questa concordia con la vecchia, che, se veduto le venisse un giovanetto il quale per quella contrada molto spesso passava, del quale tutti i segni le disse, che ella sapesse quello che avesse a fare: e datole un pezzo di carne salata, la mandò con Dio. La vecchia, non passar molti dì, occultamente le mise colui di cui ella detto l’aveva, in camera, ed ivi a poco tempo uno altro, secondo che alla giovane donna ne venivan piacendo; la quale in cosa che far potesse intorno a ciò, sempre del marito temendo, non ne lasciava a far tratto. Avvenne che, dovendo una sera andare a cena il marito con un suo amico il quale aveva nome Ercolano, la giovane impose alla vecchia che facesse venire a lei un garzone che era de’ piú belli e de’ piú piacevoli di Perugia; la quale prestamente cosí fece. Ed essendosi la donna col giovane posti a tavola per cenare, ed ecco Pietro chiamò all’uscio che aperto gli fosse. La donna, questo sentendo, si tenne morta: ma pur volendo, se potuto avesse, celare il giovane, non avendo accorgimento di mandarlo o di farlo nascondere in altra parte, essendo una sua loggetta vicina alla camera nella quale cenavano, sotto una cesta da polli che v’era il fece ricoverare, e gittovvi suso un pannaccio d’un saccone che fatto aveva il di votare; e questo fatto, prestamente fece aprire al marito. Al quale entrato in casa ella disse: — Molto tosto l’avete voi trangugiata, questa cena. — Pietro rispose: — Non l’abbiam noi assaggiata. — E come è stato cosi? — disse la donna. Pietro allora disse: — Dirolti. Essendo noi giá posti a tavola, Ercolano e la moglie ed io, e noi sentimmo presso di noi starnutire, di che noi né la prima volta né la seconda ce ne curammo: ma quegli che starnutito aveva, starnutendo ancora la terza volta e la quarta e la quinta e molte altre, tutti ci fece maravigliare; di che Ercolano, che alquanto turbato con la moglie era, per ciò che gran pezza ci avea fatti stare