Pagina:Boccaccio - Decameron I.djvu/411

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novella decima 407

Il quale udendo Pietro, si maravigliò, ed avvidesi ciò esser dentro alla casa; per che, uscito della camera e sentendo ancora costui ramaricarsi, non avendogli ancora l’asino levato il piè d’in su le dita ma premendol tuttavia forte, disse: — Chi è lá? — e corso alla cesta, e quella levata, vide il giovanetto, il quale, oltre al dolore avuto delle dita premute dal piè dell’asino, tutto di paura tremava che Pietro alcun male non gli facesse. Il quale essendo da Pietro riconosciuto, sí come colui a cui Pietro per le sue cattivitá era andato lungamente dietro, essendo da lui domandato: — Che fai tu qui? — niente a ciò gli rispose, ma pregollo che per l’amor di Dio non gli dovesse far male. A cui Pietro disse: — Lieva su, non dubitare che io alcun mal ti faccia: ma dimmi come tu se’ qui e perché. — Il giovanetto gli disse ogni cosa; il quale Pietro, non men lieto d’averlo trovato che la sua donna dolente, presolo per mano, con seco nel menò nella camera, nella quale la donna con la maggior paura del mondo l’aspettava. Alla quale Pietro postosi a seder di rimpetto, disse: — Or tu maladicevi cosí testé la moglie d’Ercolano e dicevi che arder si vorrebbe e che ella era vergogna di tutte voi: come non dicevi di te medesima? O se di te dir non volevi, come ti sofiferiva l’animo di dir di lei, sentendoti quel medesimo aver fatto che ella fatto avea? Certo niuna altra cosa vi t’induceva, se non che voi siete tutte cosí fatte, e con l’altrui colpe guatate di ricoprire i vostri falli: che venir possa fuoco da cielo che tutte v’arda, generazion pessima che voi siete! — La donna, veggendo che egli nella prima giunta altro male che di parole fatto non l’avea, e parendole conoscere lui tutto gongolare per ciò che per man tenea un cosí bel giovanetto, prese cuore e disse: — Io ne son molto certa che tu vorresti che fuoco venisse da cielo che tutte ci ardesse, sí come colui che se’ cosí vago di noi come il can delle mazze: ma alla croce di Dio egli non ti verrá fatto. Ma volentieri farei un poco ragione con essoteco per sapere di che tu ti ramarichi: e certo io starei pur bene, se tu alla moglie d’Ercolano mi volessi agguagliare, la quale è una vecchia picchiapetto spigolistra ed ha da lui ciò che ella vuole, e tienla cara come si dèe tener moglie, il che