Pagina:Boccaccio - Decameron II.djvu/156

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150 giornata ottava

I lavoratori eran tutti partiti de’ campi per lo caldo, avvegna che quel di niuno ivi appresso era andato a lavorare, sí come quegli che allato alle lor case tutti le lor biade battevano; per che niuna altra cosa udiva che cicale, e vedeva Arno, il quale, porgendole disidèro delle sue acque, non iscemava la sete ma l’accresceva. Vedeva ancora in piú luoghi boschi ed ombre e case, le quali tutte similmente l’erano angoscia disiderando. Che direm piú della sventurata vedova? Il sol di sopra ed il fervor del battuto di sotto e le trafitture delle mosche e de’ tafani da lato sì per tutto l’avean concia, che ella, dove la notte passata con la sua bianchezza vinceva le tenebre, allora, rossa divenuta come robbia e tutta di sangue chiazzata, sarebbe paruta, a chi veduta l’avesse, la piú brutta cosa del mondo. E cosí dimorando costei, senza consiglio alcuno o speranza, piú la morte aspettando che altro, essendo giá la mezza nona passata, lo scolare, da dormir levatosi e della sua donna ricordandosi, per vedere che di lei fosse se ne tornò alla torre, ed il suo fante, che ancora era digiuno, ne mandò a mangiare; il quale avendo la donna sentito, debole e della grave noia angosciosa, venne sopra la cateratta, e postasi a sedere, piagnendo cominciò a dire: — Rinieri, ben ti se’ oltre misura vendicato: ché, se io feci te nella mia corte di notte agghiacciare, tu hai me di giorno sopra questa torre fatta arrostire, anzi ardere, ed oltre a ciò, di fame e di sete morire; per che io ti priego per solo Iddio che qua su salghi, e poi che a me non sofferá il cuore di dare a me stessa la morte, dállami tu, ché io la disidero piú che altra cosa, tanto e tale è il tormento che io sento. E se tu questa grazia non mi vuoi fare, almeno un bicchier d’acqua mi fa’ venire, che io possa bagnarmi la bocca, alla quale non bastano le mie lagrime, tanta è l’asciugaggine e l’arsura la quale io v’ho dentro. — Ben conobbe lo scolare alla voce la sua debolezza, ed ancor vide in parte il corpo suo tutto riarso dal sole, per le quali cose e per gli umili suoi prieghi un poco di compassione gli venne di lei: ma nonpertanto rispose: — Malvagia donna, delle mie mani non morrai tu giá: tu morrai pur delle tue, se voglia te ne