Pagina:Boccaccio - Decameron II.djvu/175

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novella nona 169

non foste molto sicuro, voi potreste ricevere impedimento e fare a noi grandissimo danno; e quello a che egli vi conviene esser molto sicuro, voi l’udirete. A voi si convien trovar modo che voi siate stasera in sul primo sonno in su uno di quegli avelli rilevati che poco tempo ha si fecero di fuori a Santa Maria Novella, con una delle vostre piú belle robe indosso, acciò che voi per la prima volta compariate orrevole dinanzi alla brigata, e sí ancora per ciò che; per quello che detto ne fosse, ché non vi fummo noi poi; per ciò che voi siete gentile uomo, la contessa intende di farvi cavalier bagnato alle sue spese: e quivi v’aspettate tanto, che per voi venga colui che noi manderemo. Ed acciò che voi siate d’ogni cosa informato, egli verrá per voi una bestia nera e cornuta non molto grande, ed andrá faccendo per la piazza dinanzi da voi un gran sufolare ed un gran saltare per ispaventarvi: ma poi, quando vedrá che voi non vi spaventiate, ella vi s’accosterá pianamente; e quando accostata vi si sará, e voi allora senza alcuna paura scendete giú dell’avello, e senza ricordare o Iddio o’ santi, vi salite suso, e come suso vi siete acconcio, cosí, a modo che se steste cortese, vi recate le mani al petto senza piú toccar la bestia. Ella allora soavemente si moverá e recheravvene a noi: ma infino da ora, se voi ricordaste Iddio o’ santi, o aveste paura, vi dico io che ella vi potrebbe gittare o percuotere in parte che vi putirebbe; e per ciò, se non vi dá il cuore d’esser ben sicuro, non vi venite, ché voi fareste danno a voi senza fare a noi prò niuno. — Allora il medico disse: — Voi non mi conoscete ancora: voi guardate forse perché io porto i guanti in mano ed i panni lunghi. Se voi sapeste quello che io ho giá fatto di notte a Bologna, quando io andava talvolta co’ miei compagni alle femine, voi vi maravigliereste. In fé di Dio, egli fu tal notte, che, non volendone una venir con noi; ed era una tristanzuola, che è peggio, che non era alta un sommesso; io le die’ prima dimolte pugna, poscia, presala di peso, credo che io la portassi presso ad una balestrata: e pur convenne, sí feci, che ella ne venisse con noi. Ed un’altra volta mi ricorda che io, senza esser meco altri che un mio fante, colá, un poco dopo l’avemaria, passai allato al