Pagina:Boccaccio - Decameron II.djvu/269

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novella sesta 263


Ciascuna di voi molte volte può avere udito ricordare il re Carlo vecchio o ver primo, per la cui magnifica impresa e poi per la gloriosa vittoria avuta del re Manfredi furon di Firenze i ghibellin cacciati e ritornaronvi i guelfi; per la qual cosa un cavalier chiamato messer Neri degli Uberti, con tutta la sua famiglia e con molti denari uscendone, non si volle altrove che sotto le braccia del re Carlo riducere. E per essere in solitario luogo, e quivi finire in riposo la vita sua, a Castello a mare di Stabia se n’andò: ed ivi forse una balestrata rimosso dall’altre abitazioni della terra, tra ulivi e nocciuoli e castagni, de’ quali la contrada è abbondevole, comperò una possessione; sopra la quale un bel casamento ed agiato fece, ed allato a quello un dilettevole giardino, nel mezzo del quale, a nostro modo, avendo d’acqua viva copia, fece un bel vivaio e chiaro, e quello di molto pesce riempié leggermente. Ed a niuna altra cosa attendendo che a fare ognidí piú bello il suo giardino, avvenne che il re Carlo, nel tempo caldo, per riposarsi alquanto a Castello a mar se n’andò, dove udita la bellezza del giardino di messer Neri, disiderò di vederlo. Ed avendo udito di cui era, pensò che, per ciò che di parte avversa alla sua era il cavaliere, piú famigliarmente con lui si volesse fare: e mandògli a dire che con quattro compagni chetamente la seguente sera con lui voleva cenare nel suo giardino. Il che a messer Neri fu molto caro, e magnificamente avendo apparecchiato e con la sua famiglia avendo ordinato ciò che far si dovesse, come piú lietamente potè e seppe, il re nel suo bel giardino ricevette; il qual, poi che il giardin tutto e la casa di messer Neri ebbe veduta e commendata, essendo le tavole messe allato al vivaio, ad una di quelle, lavato, si mise a sedere, ed al conte Guido di Monforte, che l’un de’ compagni era, comandò che dall’un de’ lati di lui sedesse, e messer Neri dall’altro, e ad altri tre che con loro eran venuti comandò che servissero secondo l’ordine posto da messer Neri. Le vivande vi vennero dilicate, ed i vini vi furono ottimi e preziosi, e l’ordine bello e laudevole molto, senza alcun sentore e senza noia, il che il re commendò molto. E mangiando egli lietamente e del luogo solitario giovandogli,