Pagina:Boccaccio - Decameron II.djvu/303

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

novella nona 297

messer Torello alquanto cavalcar per la cittá, e l’ora della cena venuta, con molti onorevoli compagni magnificamente cenarono. E quando tempo fu, andatisi a riposare, come il giorno venne, su si levarono, e trovarono in luogo de’ loro ronzini stanchi tre grossi pallafreni e buoni, e similmente nuovi cavalli e forti alli lor famigliari. La qual cosa veggendo il Saladino, rivolto a’ suoi compagni disse: — Io giuro a Dio che piú compiuto uomo né piú cortese né piú avveduto di costui non fu mai; e se li re cristiani son cosí fatti re verso di sé chente costui è cavaliere, al soldano di Babilonia non ha luogo l’aspettarne pure un, non che tanti quanti, per addosso andargliene, veggiam che s’apparecchiano! — Ma sappiendo che il rinunziargli non avrebbe luogo, assai cortesemente ringraziandonelo, montarono a cavallo. Messer Torello con molti compagni gran pezza di via gli accompagnarono fuori della cittá, e quantunque al Saladino il partirsi da messer Torello gravasse, tanto giá innamorato se n’era, pure, strignendolo l’andata, il pregò che indietro se ne tornasse; il quale, quantunque duro gli fosse il partirsi da loro, disse: — Signori, io il farò poi che vi piace, ma cosí vi vo’ dire: io non so chi voi vi siete, né di saperlo piú che vi piaccia addomando, ma chi che voi vi siate, che voi siate mercatanti non lascerete voi per credenza a me questa volta; ed a Dio v’accomando. — Il Saladino, avendo giá da tutti i compagni di messer Torello preso commiato, gli rispose dicendo: — Messere, egli potrá ancora avvenire che noi vi farem vedere di nostra mercatantia, per la quale noi la vostra credenza raffermeremo; ed andatevi con Dio. — Partissi adunque il Saladino ed i compagni, con grandissimo animo, se vita gli durasse e la guerra la quale aspettava nol disfacesse, di fare ancora non minore onore a messer Torello che egli a lui fatto avesse; e molto e di lui e della sua donna e di tutte le sue cose ed atti e fatti ragionò co’ compagni, ogni cosa piú commendando. Ma poi che tutto il Ponente non senza gran fatica ebbe cercato, entrato in mare, co’ suoi compagni se ne tornò in Alessandria, e pienamente informato, si dispose alla difesa. Messer Torello se ne tornò in Pavia, ed in lungo pensier fu, chi questi tre esser