Pagina:Boccaccio - Decameron II.djvu/322

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316 giornata decima

appresso questo, fatto da parte di Gualtieri invitar tutte le donne della contrada, cominciò ad attender la festa: e venuto il giorno delle nozze, come che i panni avesse poveri indosso, con animo e costume donnesco tutte le donne che a quelle vennero, e con lieto viso, ricevette. Gualtieri, il quale diligentemente aveva i figliuoli fatti allevare in Bologna alla sua parente che maritata era in casa de’ conti da Panago, essendo giá la fanciulla, d’etá di dodici anni, la piú bella cosa che mai si vedesse, ed il fanciullo era di sei, avea mandato a Bologna al parente suo pregando che gli piacesse di dovere con questa sua figliuola e col figliuolo venire a Saluzzo ed ordinare di menar bella ed onorevole compagnia con seco, e di dire a tutti che costei per sua mogliere gli menasse, senza manifestare alcuna cosa ad alcuno chi ella si fosse altramenti. Il gentile uomo, fatto secondo che il marchese il pregava, entrato in cammino, dopo alquanti dí con la fanciulla e col fratello e con nobile compagnia in su l’ora del desinare giunse a Saluzzo, dove tutti i paesani e molti altri vicini da torno trovò, che attendevan questa novella sposa di Gualtieri. La quale dalle donne ricevuta, e nella sala dove erano messe le tavole venuta, Griselda, cosí come era, le si fece lietamente incontro, dicendo: — Ben venga la mia donna! — Le donne, che molto avevano, ma invano, pregato Gualtieri che o facesse che la Griselda si stesse in una camera o che egli alcuna delle robe che sue erano state le prestasse, acciò che cosí non andasse davanti a’ suoi forestieri, furon messe a tavola e cominciate a servire. La fanciulla era guardata da ogni uomo, e ciascun diceva che Gualtieri aveva fatto buon cambio: ma intra gli altri Griselda la lodava molto, e lei ed il suo fratellino. Gualtieri, al qual pareva pienamente aver veduto quantunque disiderava della pazienza della sua donna, veggendo che di niente la novitá delle cose la cambiava, ed essendo certo, ciò per mentecattaggine non avvenire, per ciò che savia molto la conoscea, gli parve tempo di doverla trarre dell’amaritudine la quale estimava che ella sotto il forte viso nascosa tenesse; per che, fattalasi venire, in presenza d’ogni uomo sorridendo le disse: — Che ti par della nostra sposa? — Signor mio, —