Pagina:Boccaccio - Decameron II.djvu/323

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novella decima 317

rispose Griselda — a me ne par molto bene; e se cosí è savia come ella è bella, che il credo, io non dubito punto che voi non dobbiate con lei vivere il piú consolato signor del mondo: ma quanto posso vi priego che quelle punture, le quali all’altra che vostra fu giá, déste, non diate a questa, ché appena che io creda che ella le potesse sostenere, sí perché piú giovane è, e sí ancora perché in dilicatezze è allevata, ove colei in continue fatiche da piccolina era stata. — Gualtieri, veggendo che ella fermamente credeva, costei dovere esser sua moglie, né per ciò in alcuna cosa men che ben parlava, la si fece sedere allato e disse: — Griselda, tempo è ornai che tu senta frutto della tua lunga pazienza e che coloro li quali me hanno reputato crudele ed iniquo e bestiale conoscano che ciò che io faceva ad antiveduto fine operava, volendoti insegnar d’esser moglie ed a loro di saperla tenere, ed a me partorire perpetua quiete mentre teco a vivere avessi; il che, quando venni a prender moglie, gran paura ebbi che non m’intervenisse: e per ciò, per pruova pigliarne, in quanti modi tu sai ti punsi e trafissi. E però che io mai non mi sono accorto che in parola né in fatto dal mio piacere partita ti sii, parendo a me aver di te quella consolazione che io disiderava, intendo di rendere a te ad una ora ciò che io tra molte ti tolsi e con somma dolcezza le punture ristorare che io ti diedi: e per ciò con lieto animo prendi questa che tu mia sposa credi, ed il suo fratello, per tuoi e miei figliuoli; essi sono quegli li quali tu e molti altri lungamente stimato avete che io crudelmente uccider facessi, ed io sono il tuo marito, il quale sopra ogni altra cosa t’amo, credendomi poter dar vanto che niuno altro sia che, sí come io, si possa di sua moglier contentare. — E cosí detto, l’abbracciò e basciò, e con lei insieme, la qual d’allegrezza piagnea, levatosi, n’andarono lá dove la figliuola, tutta stupefatta queste cose ascoltando, sedea: ed abbracciatala teneramente, ed il fratello altressi, lei e molti altri che quivi erano sgannarono. Le donne lietissime, levate dalle tavole, con Griselda n’andarono in camera e con migliore agurio trattile i suoi pannicelli, d’una nobile roba delle sue la rivestirono, e come donna, la quale ella eziandio negli stracci pareva,