Pagina:Boccaccio - Decameron II.djvu/70

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64 giornata settima

e presa la penitenza e da’ piè levataglisi, se n’andò ad udire la messa. Il geloso con la sua mala ventura, soffiando, s’andò a spogliare i panni del prete e tornossi a casa, disideroso di trovar modo da dovere il prete e la moglie trovare insieme, per fare un mal giuoco ed all’uno ed all’altro. La donna tornò dalla chiesa, e vide bene nel viso al marito che ella gli aveva data la mala pasqua, ma egli quanto poteva s’ingegnava di nasconder ciò che fatto avea e che saper gli parea: ed avendo seco stesso diliberato di dover la notte vegnente star presso all’uscio della via ed aspettare se il prete venisse, disse alla donna: — A me conviene questa sera essere a cena e ad albergo altrove, e per ciò serrerai ben l’uscio da via e quel da mezza scala e quel della camera, e quando ti parrá t’andrai a letto. — La donna rispose: — In buona ora. — E quando tempo ebbe, se n’andò alla buca e fece il segno usato, il quale come Filippo senti, cosí di presente a quel venne; al quale la donna disse ciò che fatto avea la mattina e quello che il marito appresso mangiare l’aveva detto, e poi disse: — Io son certa che egli non uscirá di casa, ma si metterá a guardia dell’uscio, e per ciò truova modo che su per lo tetto tu venghi stanotte di qua, sí che noi siamo insieme. — Il giovane, contento molto di questo fatto, disse: — Madonna, lasciate far me. — Venuta la notte, il geloso con sue armi tacitamente si nascose in una camera terrena, e la donna, avendo fatti serrar tutti gli usci, e massimamente quel da mezza scala, acciò che il geloso su non potesse venire, quando tempo le parve, ed il giovane per via assai cauta dal suo lato se ne venne: ed andaronsi a letto, dandosi l’un dell’altro piacere e buon tempo; e venuto il dí, il giovane se ne tornò in casa sua. Il geloso, dolente e senza cena, morendo di freddo, quasi tutta la notte stette con le sue armi allato all’uscio ad aspettare se il prete venisse: ed appressandosi il giorno, non potendo piú vegghiare, nella camera terrena si mise a dormire. Quindi vicin di terza levatosi, essendo giá l’uscio della casa aperto, faccendo sembianti di venire altronde, se ne salí in casa sua e desinò. E poco appresso, mandato un garzonetto a guisa che stato fosse il cherico del prete che confessata l’avea, la mandò domandando