Pagina:Boccaccio - Decameron II.djvu/74

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68 giornata settima

pregò Leonetto che grave non gli fosse il nascondersi alquanto dietro alla cortina del letto infino a tanto che messer Lambertuccio se n’andasse. Leonetto, che non minor paura di lui avea che avesse la donna, vi si nascose, ed ella comandò alla fante che andasse ad aprire a messer Lambertuccio; la quale apertogli, ed egli nella corte smontato d’un suo pallafreno, e quello appiccato ivi ad uno arpione, se ne salì suso. La donna, fatto buon viso e venuta infino in capo della scala, quanto piú potè in parole lietamente il ricevette, e domandollo quello che egli andasse faccendo. Il cavaliere, abbracciatala e basciatala, disse: — Anima mia, io intesi che vostro marito non c’era, sì che io mi son venuto a stare alquanto con essovoi. — E dopo queste parole entratisene in camera e serratisi dentro, cominciò messer Lambertuccio a prender diletto di lei. E cosí con lei standosi, tutto fuori della credenza della donna avvenne che il marito di lei tornò, il quale quando la fante vicino al palagio vide, così subitamente corse alla camera della donna, e disse: — Madonna, ecco messer che torna; io credo che egli sia giá giú nella corte. — La donna, udendo questo e sentendosi aver due uomini in casa, e conosceva che il cavaliere non si poteva nascondere, per lo suo pallafreno che nella corte era, si tenne morta; nondimeno, subitamente gittatasi del letto in terra, prese partito, e disse a messer Lambertuccio: — Messer, se voi mi volete punto di bene e voletemi da morte campare, farete quello che io vi dirò. Voi vi recherete in mano il vostro coltello ignudo, e con un mal viso e tutto turbato ve n’andrete giú per le scale, ed andrete dicendo: «Io fo boto a Dio che io il coglierò altrove!»; e se mio marito vi volesse ritenere o di niente vi domandasse, non dite altro che quello che detto v’ho, e montato a cavallo, per niuna cagione seco ristate. — Messer Lambertuccio disse che volentieri: e tirato fuori il coltello, tutto infocato nel viso tra per la fatica durata e per l’ira avuta della tornata del cavaliere, come la donna gl’impose, cosí fece. Il marito della donna giá nella corte smontato, maravigliandosi del pallafreno e volendo su salire, vide messer Lambertuccio scendere, e maravigliossi e delle parole e del viso di lui, e disse: — Che è questo,