Pagina:Boccaccio - Decameron di Giovanni Boccaccio corretto ed illustrato con note. Tomo 5, 1828.djvu/201

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re essere abitacolo e ostello del figliuolo d’Iddio, il quale volendo per la nostra salute incarnare, per non venire ad abitare nel porcile delle femmine moderne ab eterno se la preparò, siccome degna camera a tanto e cotale re. E se altro da questa vil turba essere stata separata non la mostrasse, li suoi costumi, tutti dalli loro spartiti, la mostrerebbono: e similmente la sua bellezza, la quale non artificiata, non dipinta nè colorata fu; ed è tanta, che fa nel beato regno agli angioli e a’ beati spiriti, se dir si può, aggiugnere gloria e maraviglioso diletto. La quale mentre quaggiù fu nelle membra mortali, mai da alcuno non fu riguardata, che il contrario non operasse di quello che le vane femmine dipignendosi s’ingegnano di far maggiore; perciocchè dove questa di costoro il concupiscevole appetito a disonesto desiderio commuove e desta, così quella della reina del cielo ogni villano pensiero ogni disonesta volontà di coloro cacciava che la miravano, e d’un fuoco e caritatevole ardore di bene e virtuosamente adoperare sì maravigliosamente gli accendea, che laudando divotamente colui che creata l’avea, a mettere in opera il bene acceso desiderio si disponeano: e di questo in lei non vanagloria non superbia venia, ma in tanto la sua umiltà ne crescea, che per avventura ebbe tanta forza, che la incommutabile disposizione di Dio avacciò a mandare in terra il suo figliuolo del quale ella fu madre. L’altre poche che a questa reverendissima e veramente donna s’ingegnarono con tutta lor forza di somigliare non solamente le mondane pompe non seguirono, ma le fuggirono con sommo studio; nè si dipinsero per più belle apparere nel cospetto degli uomini strani, ma


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