Pagina:Boccaccio - Decameron di Giovanni Boccaccio corretto ed illustrato con note. Tomo 5, 1828.djvu/245

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suoi parendolo spendere, uon dubito punto che tu non le trovassi troppo più stretta la mano che tu non t’avvisi. Egli è andata via quella magnificenzia, della quale forse tanto l’amico tuo la commendava. E se questo non isperavi, in quale altra cosa ti poteva ella molto valere? Potevati costei degli anni tuoi scemare? sì forse di quelli che sono a venire; perciocchè già ad altrui ne scemò: ma io non credo che tu questo avessi voluto; e giugnere non te ne poteva, perciocchè solamente a Dio s’appartien questo. Potevati costei delle cose assai, che tu non sai, insegnare? sì forse delle malvage, perciocchè già ad altrui ne insegnò: ma io non credo che tu quelle vadi cercando: dell’altre mostrare non ti potea, perciocchè niuna buona ne sa. Potevati costei, morendo tu, o vivendo, beatificare? sì forse, se quella è beatitudine, che essa col suo amante, te schernendo, diterminava; perciocchè già così n’ha assai beatificati: ma io non credo, poichè alquanto la luce t’è tornata dello intelletto, che tu quella beatitudine estimi, ma tormento: della vera nè hanne nè avrà mai, siccome colei che ad eterno supplicio, per li carnali diletti, già sè medesima ha condannata. Che dunque ti poteva costei fare? certo io nol conosco, nè credo ancora che tu il conoscessi, o potessi conoscere. Forse t’avrebbe potuto far de’ priori, che oggi cotanto da’ tuoi cittadini si desidera? ma io non so vedere il come, rammentandomi, che nel vostro campidolio non è da’ vostri senatori orecchia porte a’ rapaci lupi dell’alto legnaggio e del nobile, del quale ella è discesa. Ma ben potrestù dire, si potrebbe, se così fosse a grado a tutti coloro che hanno a far lo squittino, come ella fu