Pagina:Boccaccio - Fiammetta di Giovanni Boccaccio corretta sui testi a penna, 1829.djvu/221

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portasse, làsciati mordere. Io non so bene qual parte di te nuova offesa possa ricevere, sì per tutto dalle percosse della fortuna ti veggio essere lacerato. Egli non ti può guari offendere, nè farti d’alto tornare in basso luogo, sì è infimo quello ove dimori. E posto ancora che non bastasse alla Fortuna d’averci con la superficie della terra congiunti, e ancora sotto quella cercasse di sotterrarci, sì siamo nell’avversità anticati, che con quelle spalle con le quali le maggiori cose abbiamo sostenute e sosteniamo, sosterremo le minori: e però entra dove ella vuole.

Vivi adunque: nullo ti può di questo privare; ed essemplo etterno a’ felici e a’ miseri dimora dell’angoscie della tua donna.


Qui finisce il libro
chiamato elegia della nobile Madonna
Fiammetta, mandato da lei a tutte
le donne innamorate.