Pagina:Boccaccio - Filocolo (Laterza, 1938).djvu/296

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292 il filocolo

schiena, forte ghermita la tenea. Poi appresso, assai vicino di quel luogo onde levata s’era la fagiana, mi parve vedere levare quell’uccello che a guardia dell’armata Minerva si pone, e con lui un nerissimo merlo, e volando quella seguire, e nel suo cospetto e dello smeriglione posarsi. Poi, volti gli occhi in altra parte di quell’isola la quale noi cerchiamo, il semplice uccello, in compagnia di Citerea posto, vidi quindi levarsi, e insieme con un cuculo in quel luogo ancora porsi. E mentre ch’io in giro gli occhi volgeva, vidi tra l’ultimo ponente e i regni di Trazia di sopra a Senna levarsi uno sparviero bellissimo e un gheppio, e seguitare un girifalco e un moscardo e un rigogolo e una grue, che di sopra alla riviera del Rodano levati s’erano, e dintorno alla fagiana posarsi. Poi, in piú prossimana parte tirati gli occhi, vidi dalle guaste mura, lasciate da noi nel piano del fratello del Tevere, uscire un terzuolo, e con forte volo aggiungersi agli altri sopradetti, di dietro al quale la misera reina, ancora de’ suoi popoli nemica, levata di presso al luogo onde lo smeriglione levare vidi, volando seguia: e di non molto lontano alla nostra Marmorina surse il padre d’Elena, e qui venne, e da una costa di queste montagne vicine venne un avvoltoio e con gli altri nel bel prato si pose. E mentre ch’io dell’adunazione di questi uccelli in me medesimo mi maravigliava, e io guardai e vidi di questa piaggia molti e diversi altri levarsi, e co’ sopradetti congiungersi: e mi pareva, se bene stimai, un nibbio e un falcone e un gufo vedere agli altri procedere, e, a loro dietro, una delle figliuole di Pierio conobbi, e una ghiandaia che pigolando forte volava; e, dopo loro, quelli da cui Apollo è accompagnato, e il mirifico tiratore del carro di Giunone, e una calandra, e un picchio e poi un grande aghirone con la misera Filomena e con Tereo, a’ quali dietro volava un indiano pappagallo e un frusone, e con gli altri accolti, fatto di loro un cerchio dintorno alla fagiana, da’ piè di Niso sopr’essa. Io maravigliandomi incominciai ad attendere che questi volessero fare. E come ciò rimirava, tutti cominciaro a dare gravissimi assalti alla fagiana, e alcuni altri allo smerlo, gridando