Pagina:Boccaccio - Il comento sopra la Commedia di Dante Alighieri di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto sopra un testo a penna. Tomo I, 1831.djvu/165

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SOPRA DANTE 145

in onor di lei già compose: e secondochè egli nella fine della sua Vita nuova scrive, esso in onor di lei a comporre la presente opera si dispose: e come appare e qui e in altre parli, assai maravigliosamente 1’onora. O anima. Qui cominciano le parole le quali Virgilio dice essergli state dette da questa donna: nelle quali la donna, con tre commendazioni di Virgilio si sforza di farlosi benivolo ed ubbidiente, dicendo primieramente: cortese, il che in qualunque, quantunque eccellente uomo, è onorevole titolo, e da desiderare; perciocchè in ciascuno nostro atto è laudevole cosa l’esser cortese; quantunque molti vogliano, che ad altro non si riferisca l’esser cortese, se non al donare il suo ad altrui; mantovana: il che la donna dice, per mostrare che ella il conosca, e a lui voglia dire, e dica, e non ad un altro:

La cui fama nel mondo ancora dura,

cioè persevera: e questa è la seconda cosa, per la quale la donna si vuol fare benivolo Virgilio, mostrandogli lui essere famoso. È1 la Fama un romore generale d’alcuna cosa, la quale sia stata operata, o si creda essere stata, da alcuno: siccome noi sentiamo e ragioniamo delle magnifiche opere di Scipione Africano, della laudevole povertà di Fabrizio, e della fornicazione di Didone e di simiglianti; la quale finge Virgilio nel quarto del suo Eneida essere stata figli-

  1. Nel manoscritto essendo corso errore per aver posto il copista in ordine inverso la materia che segue, si legge nel margine questa nota. Qui ove tratta della Fama, si vuole aggiugnere quello che ne dice in quella Rubrica che comincia La cui fama nel mondo ec. E questo errore seguì perchè così stava nell’originale dal quale questo è copiato.
com. di dante T. I. 10