Pagina:Boccaccio - Il comento sopra la Commedia di Dante Alighieri di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto sopra un testo a penna. Tomo I, 1831.djvu/204

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
184 COMENTO DEL BOCCACCI

alcuna cosa adoperare: di che quello segue che l autore ne dice, cioè,

Che visser senza infamia, e senza lodo.

Mischiate sono, queste misere anime, a quel cattivo coro. Coro si dice propriamente una adunazion d’uomini, li quali in figura di cerchio sieno congiunti insieme; o coro è detto quello luogo, nel quale stanno nelle chiese coloro che cantano, il quale ha figura di mezzo cerchio. E qui si potrebbe prendere per ciascuno di questi due significati; perciocchè considerato il movimento di questi spiriti, il quale è circulare, come appresso si dimostrerà, si può il loro dir coro: e se per altro significato il vorrem prendere, quello di costoro potrem dire coro, cioè loro essere ordinati a modo di coro, ma non a cantare, anzi a piangere miseramente e in eterno. Cattivo il chiama per la similitudine la quale hanno quelli spiriti con queste anime de’ cattivi, le quali con loro son mischiate: e in tanto sono loro simili, in quanto non seppero deliberar che farsi nel tempo della rebeìlione del Lucifero, ma si stettero freddi e timidi, senza dillberare di tenersi con Dio come doveano, o seguire il Lucifero come non doveano. Degli angeli. Questo nome angelo è derivato da un nome greco, cioè aggelos, il quale in latino viene a dire nunzio, o ambasciadore o messo; e perciocchè quello oficio appo il diavolo fanno, cioè d’esser mandati, che appo Iddio fanno i buoni angeli, quel nome antico d’angeli sempre ritenuto s’hanno e ritengono, quantunque sieno divenuti demoni; e quantunque, secondochè alcun santo vuo-