Pagina:Boccaccio - Il comento sopra la Commedia di Dante Alighieri di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto sopra un testo a penna. Tomo I, 1831.djvu/293

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SOPRA DANTE 273

ricomperò: e portatonelo nella città, con molte sue lacrime, e degli altri suoi, e di tutti i Troiani, onorevolmente il seppellì; ed Enea. Questi fu figliuolo, secondochè i poeti scrivono, d’Anchise Troiano e di Venere, e nacque sopra il fiume chiamato Simoente, non guari lontano ad Ilion: al quale poi Priamo re di Troia, splendidissimo signore, diede Creusa sua figliuola per moglie, e di lei ebbe uno figliuolo chiamato Ascanio. Fu in arme valoroso uomo, e tra gli altri nobili troiani andò in Grecia con Paris quando egli rapì Elena: la qual cosa mostrò sempre che gli spiacesse: nonpertanto valorosamente contro a’ Greci combattè molte volte per la salute della patria, e tra l’altre si mise una volta a combattere con Achille, non senza suo gran pericolo. In Troia fu sempre ricevitore degli ambasciadori greci: per le quali cose essendo Ilion preso da’ Greci, in luogo di guiderdone gli fu conceduto di potersi con quella quantità d’uomini che gli piacesse del paese di Troia partirsi, e andare dove più gli piacesse. Per la qual concessione prese le venti navi, con le quali Paris era primieramente andato in Grecia, e in quelle messi quelli Troiani alli quali piacque di venir con lui, e similmente il padre di lui ed il figliuolo, e secondochè ad alcun place uccisa Creusa, lasciato il troian lito, primieramente trapassò in Tracia, e quivi fece una città, la quale del suo nome nominò Enea, nella qual poi esso lungamente fu adorato, e onorato di sacrifici come iddio, siccome Tito Livio nel decimo libro scrive: e quindi poi sospettando di Polinestore re, il quale dislealmente per avarizia

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