Pagina:Boccaccio - Il comento sopra la Commedia di Dante Alighieri di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto sopra un testo a penna. Tomo I, 1831.djvu/30

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10 COMENTO DEL BOCCACCI

gliosamente bene avere saputa: la qual cosa egli non volle che nascosa fosse nel xi. canto di questo trattato, dove si fa dire a Virgilio:

Non ti rimembra di quelle parole,
Con le quai la tua etica pertratta, ec.

quasi voglia per questo s’intenda, la filosofia morale in singularità essere stata a lui familiarissima e nota. Similemente in quella udì gli autori poetici, e studiò gl’istoriografi, e ancora vi prese altissimi principii nella filosofia naturale, siccome esso vuole che si senta per li ragionamenti suoi in questa opera avuti con ser Brunetto Latini, il quale in quella scienza fu reputato sommo uomo. Nè fu, quantunque a questi studii attendesse, senza grandissimi stimoli datigli da quella passione la qual noi generalmente chiamiamo amore: e similemente dalla sollecitudine presa degli onori pubblici, a’ quali ardentemente attese, infino al tempo che, per paura di peggio, andate le cose traverse a lui e a quelli che quella setta seguiano, convenne partire di Firenze: dopo la qual partita, avendo alquanti anni circuita Italia, credendosi trovar modo di ritornare nella patria, e di ciò avendo la speranza perduta, se n’andò a Parigi, e quivi ad udire filosofia naturale e teologia si diede; nelle quali in poco tempo s’avanzò tanto, che fatti e una e altra volta certi atti scolastici, siccome sermonare, leggere e disputare, meritò grandissime laude dai valenti uomini. Poi in Italia tornatosi, e in Ravenna riduttosi, avendo già il cinquantesimosesto anno della sua età compiuto, come cattolico cristiano fece fine alla sua vi-