Pagina:Boccaccio - Il comento sopra la Commedia di Dante Alighieri di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto sopra un testo a penna. Tomo I, 1831.djvu/337

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SOPRA DANTE 317

ma si cominciò in Grecia a conoscere Iddio, a dovere quelle parole esquisite comporre, dalle quali nacque il nome del poeta. E furono le forze della sua eloquenza grandissime in tanto, che in qual parte esso voleva, aveva forza di volgere le menti degli uomini. E secondochè scrive Stazio nel suo Tebaida, egli fu di que’ nobili uomini, li quali furono chiamati Argonauti, che passarono con Giasone al Colco: e fu trovatore di certi sacrificii, infino al suo tempo non usati, e massimamente di quelli di Bacco, secondochè Lattanzio scrive nel preallegato libro, dicendo Orfeo fu il primo, il quale introdusse in Grecia i sagrificii di Libero padre, cioè di Bacco: e fu il primo, che quegli celebrò sopra un monte di Beozia, vicino a Tebe dove Bacco nacque: il qual monte è chiamato Citerone, per la frequenza del canto della cetera il quale in quello faceva Orfeo. E sono quelli sacrificii ancora chiamati Orfichi, ne’ quali esso Orfeo fu poi morto ed isbranato. Della cui morte dice Teodonzio, che avendo Orfeo primieramente trovati i sacrificii di Bacco: e appo quegli di Tracia avendo comandato questi sacrifìcii farsi da’cori delle Menade, cioè delle femmine, le quali quel natural difetto patissono, del quale esse ogni mese sono, almeno una volta, impedite: e questo aveva fatto, a fine di torle in quel tempo dalle commistion degli uomini; conciosiacosachè, non solamente sia abominabile, ma ancora dannoso agli uomini; ed esse di ciò essendosi accorte, estimando questo essere stato trovato per far palese agli uomini la turpitudine loro, turbate, congiurarono contro ad Orfeo: e lui, che di ciò non si