Pagina:Boccaccio - Il comento sopra la Commedia di Dante Alighieri di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto sopra un testo a penna. Tomo I, 1831.djvu/57

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

SOPRA DANTE 37

seca è sì rasciutta la via del polmone, del quale la prolazione si muove, che le parole non ne possono uscire sonore e chiare, come fanno quando in quella via è alquanta d’umidita rivocata: o è talvolta che il lungo silenzio, per alcun difetto intrinseco dell’uomo, provoca tanta umidità vischiosa in questa via, che similemente rende l’uomo meno espeditamente parlante, infinattantochè o rasciutta o sputata non è. Ma non credo l’autore questo intenda qui, ma piuttosto per difetto delli nostri ingegni, i libri di Virgilio essere intralasciati già è tanto tempo, che la chiara fama di loro è quasi perduta, o divenuta più oscura che essere non solca. Quando vidi costui, cioè Virgilio apparitogli innanzi, pel gran diserto, cioè per quella tenebrosa valle, meritamente chiamata dall’autore diserto, sendo sì aspra come di sopra ha detto, e priva di luce,

Miserere di me gridai a lui,

siccome molte volle gl’impauriti e sbigottiti usano, per essere del loro avvenuto caso soccorsi gridare, tale l’autore, nella paura presa della orribile bestia, fece alla veduta di Virgilio, umilemente verso di lui gridando, abbi misericordia di me; quasi dicendo, aiutami, come più innanzi si dichiarerà.

Qual che tu sii, o ombra, o uomo certo.

Non conosceva quivi l’autore, per lo impedimento della paura, se costui ch’apparito gli era, piuttosto spirito che uomo, o uomo che spirito; e in questo parlare in forse il chiama ombra, il quale vocabolo 1 usasi tra’ testi de’ poeti; e questo muove

  1. Usi.