Pagina:Boccaccio - Il comento sopra la Commedia di Dante Alighieri di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto sopra un testo a penna. Tomo I, 1831.djvu/58

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38 COMENTO DEL BOCCACCI

da ciò, che altrimenti non si possono prendere, che r uomo possa pigliare l’ombra che alcun corpo faccia. E perciocchè questa materia, cioè che cosa sia l’ombra ovvero anima, e come l’ombra prende quel corpo, il quale agli occhi nostri appare che ella abbia quando talvolta n’appaiono, si tratterà, siccome in luogo ciò richiedente, nel xxv. canto del Purgatorio, non curo qui di farne più lungo sermone. Risposemi: non uomo. In questa seconda particella si dimostra, chi costui fosse che apparito gli era: e questo si dimostra per sei cose spettanti al domandato. Dice adunque: non uomo, a dimostrare che l’uomo è composto d’anima e di corpo, e però separato l’uno dall’altro non rimane uomo, nè il corpo per sè medesimo nè l’anima per sè. E in quanto dice: uomo già fui, mostra sè essere spirito, già stato congiunto con corpo: E li parenti miei: è colui che si manifesta qua Virgilio: e prima si manifesta dalla regione nella quale nacque in quanto dice, furon Lombardi: dove è da sapere, che Virgilio fu figliuolo di Virgilio Lutifigolo, cioè d’uomo il quale faceva quell’arte, cioè di comporre diversi vasi di terra: e la madre di lui, secondochè dice Servio sopra l’Eneida quasi nel principio, ebbe nome Maia. Dice adunque che costoro furon Lombardi, così dinominati da Lombardia, provincia situata tra ’l monte Appennino e l’Alpi, e il mare Adriano; e avanti che Lombardia si chiamasse fu chiamata Gallia, da’ Galli che quella occuparono e cacciaronne i Toscani: e prima che Gallia si chiamasse quella parte dove è Mantova, fu chiamata Venezia, da quelli Eneti che