Pagina:Boccaccio - Il comento sopra la Commedia di Dante Alighieri di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto sopra un testo a penna. Tomo I, 1831.djvu/92

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
72 COMENTO DEL BOCCACCI

oficii, i quali veggiam manifestamente essere, eziandio naturalmente diversi negli uomini. Dalla qual cosa mosso, dice il nostro autore nel Paradiso.

Un ci nasce Solone, e altro Serse,
Altri Melchisedech, e altri quello,
Che volando per l’aere il figlio perse.

E questo si dee conoscere muovere dal divino intelletto, il quale cognosce una università, come è quella dell’umana generazione, non poter consistere, se in sè non avesse diversità d’uficii, E perciò, acciocchè dell’altre cose lasciamo al presente stare, alcun ci nasce atto a filosofia, alcuno ad astrologia, alcuno a poesia, e alcuni altri ad altre scienze. Colui che nasce atto a poesia, seguita in quanto può essa d’esercitarsi nel poetico oficio: e quantunque da Dio sia alle nostre anime, le quali esso immediate crea, data la ragione, e il libero arbitrio, per lo quale, non ostante la forza de’ cieli, ciascun può far quello che più gli aggrada; pare che il più seguitin gli uomini quello a che essi sono atti nati: laonde quegli che al poetico oficio è nato, eziandio volendo, non pare che possa fare altro che quello che a tale oficio s’appartiene; e perciocchè a quello oficio s’appartiene quello che di sopra è detto, se egli in quello laudevolmente s’esercita, non è peravventura da maravigliarsene. E perciò non si rammarichi alcuno se da’ poeti è sotto favole nascosa la verità, ma piuttosto si dolga della sua negligenza per la quale e’ perde o ha perduto quello che il farebbe lieto, faticandosi d’avere ritrovata la cara gemma nella spazzatura nascosa. E questo basti avere a questa parte risposto.