Pagina:Boccaccio - Il comento sopra la Commedia di Dante Alighieri di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto sopra un testo a penna. Tomo I, 1831.djvu/94

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
74 COMENTO DEL BOCCACCI

questo è, perciocchè allegoria è detta da un vocabolo greco, detto alleon, il quale in latino suona alieno ovvero diverso: e perciò dissi questo libro esser 1 polisenno, perciocchè tutti questi sensi, da chi tritamente volesse guardare, gli si potrebbono in assai parti dare. E per questo agutamente pensando, forse potremmo del presente libro dir quello, che san Gregorio dice nel proemio de’suoi Morali della santa Scrittura, cosi scrivendo: Divinus etenim sermo, sicut mysteriis prudentes exercet; sic plerumque superficie simplices refovet. Habet in publico unde parvulos nutrial, servat in secreto, unde mentes sublimium in admiratione suspendat. Quasi quidem quippe est fluvius, ut ita dixerim, planus et altus, in quo et agnus ambulet, et elephans natet, etc. Perciocchè recitando della presente opera la corteccia litterale, con quella insieme narriamo il misterio delle cose divine e umane, sotto quella artificiosamente nascose. E in questa maniera intorno al senso allegorico si possono i savii esercitare, e intorno alla dolcezza testuale nudrire i semplici, cioè quelli li quali ancora tanto non sentono, che essi possano al senso allegorico trapassare. E così pnssiam vedere, questo libro avere in pubblico donde nutrir possa gl’ingegni di quegli che meno sentimento hanno, e donde egli sospenda con ammirazione la mente de’più provetti. E ancora quantunque alla sacra Scrittura del tutto agguagliar non si possa, se non in quanto di quella favelli come in assai parti fa, nondimeno lar-

  1. Poliseno.