Pagina:Boccaccio - Il comento sopra la Commedia di Dante Alighieri di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto sopra un testo a penna. Tomo II, 1831.djvu/124

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120 COMENTO DEL BOCCACCI

de’ terreni e delle regioni danno loro, ancora con misture varie gli trasformano in varie spezie di sapori e di colori. E acciocchè più lungo spazio prender possano ad empiere il tristo sacco, hanno introdotto, che ne’ triclinii, nelle sale, alle mense sieno intromessi i cantatori, i sonatori, e’ trastullatori e’ buffoni; e oltre a ciò mille maniere di confabulazioni ne’ lor conviti, acciocchè la sete non cessi. Se i familiari ragionamenti venisser meno si ragiona, come Iddio vuole, in che guisa il cielo si gira, delle macchie del corpo della luna, della varietà degli elementi; e da questi subitamente si trasva alle spezie de’ beveraggi che usano gl’Indiani, alle qualità de’ vini che nascono nel Mar maggiore, al sapore degli spagnuoli, al colore de’ galli, alla soavità de’ cretici; nè passa intera alcuna novelletta di queste, che rinfrescare i vini e’ vasi non si comandi. Ed è tanto questa maladizione di secolo in secolo, d’età in età perseverata e discesa, che infino a’ nostri tempi, con molte maggior forze che ne’ passati, è pervenuta; e secondo il mio giudicio, dove che ella abbia molto potuto, o molto possa, alcuno luogo non credo che sia, dove ella con più fervore eserciti stimoli e vinca gli appetiti che ella fa appo i Toscani; e forse non men che altrove appo i nostri cittadini nel tempo presente, con dolore il dico: e se l’autore non avesse solamente Ciacco nostro cittadino, esser dannato per questo vituperevol vizio, nominato, forse senza alcuna cosa dire de’ nostri esecrabili costumi mi passerei: questo adunque mi trae a dimostrare la nostra dannosa colpa, acciocchè coloro i quali credono che dentro a’ luo-