Pagina:Boccaccio - Il comento sopra la Commedia di Dante Alighieri di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto sopra un testo a penna. Tomo II, 1831.djvu/128

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124 COMENTO DEL BOCCACCI

aver detto, la dannosa colpa della gola. La quale ancora più dannosa cognosceremo, se guarderemo e a’ pubblici danni e a’ privati, de’ quali ella è per lo passato stata cagione. I primi nostri padri, siccome noi leggiamo nel principio del Genesi, gustarono del legno proibito loro da Dio, e per questo da lui medesimo furon cacciati del Paradiso, e noi con loro insieme; e oltre a ciò, per questo a sè e a noi procuraron la temporal morte e l’eterna, se Cristo stato non fosse. Esaù per la ghiottornia delle lenti, le quali tornando da cacciare vide a Jacob suo fratello, perdè la sua primogenitura. Jonata figliuolo di Saul re, per l’avere con la sommità d’una verga, la quale aveva in mano, gustato d’un fiaro di mele, meritò che in lui fosse la sentenza della morte dettata. Certi sacerdoti per avere gustati i sacrificii della mensa di Bel, furono il dì seguente tutti uccisi. E quel ricco del quale noi leggiamo nell’Evangelio, il quale continuo splendidamente mangiava, fu seppellito in inferno. Come i Troiani si diedono in sul mangiare e in sul bere e in far festa, così furon da’ Greci presi; e quel che l’arme e l’assedio sostenuto dieci anni non avean potuto fare, feciono i cibi e ’1 vino d’una cena. I figliuoli di Job mangiando e bevendo con le lor sorelle, furon dalla ruina delle lor medesime case oppressi e morti. La robusta gente d’Annibale, la quale nè il lungo cammino, nè i freddi dell’Alpi, nè l’armi de’ Romani non avean mai potuto vincere, da’ cibi e dal vino de’ Capovani furono effeminati, e poi molte volte vinti e uccisi. Noè avendo gustato il vino e inebriatosi, fu nel suo tabernacolo da Cam suo figliuolo