Pagina:Boccaccio - Il comento sopra la Commedia di Dante Alighieri di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto sopra un testo a penna. Tomo II, 1831.djvu/136

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132 COMENTO DEL BOCCACCI

che alcuna altra gli piaccia. Appresso dove l’autor dice, questo demonio non tener fermo alcun membro, vuol che s’intenda la infermità paraletica, la quale ne’ golosi si genera per li non bene digesti cibi nello stomaco: o secondochè alcuni altri vogliono, ne’ bevitori per lo molto bere, e massimamente senz’acqua, ed essendo lo stomaco digiuno; e puote ancora significare gl’incomposti movimenti dell’ebbro. Oltre a ciò, la dove l’autore scrive, che questo demonio come gli vide aperse le bocche e mostrò loro le sanne, vuol descrivere un altro costume de’ golosi, i quali sempre vogliosi e bramosi si mostrano; o intendendo per la dimostrazion delle sanne, nelle quali consiste la forza del cane, dimostrarsi subitamente la forza de’ golosi, la quale consiste in offendere i paurosi con mordaci parole, alle quali fine por non si puote, se non con empiergli la gola, cioè col dargli mangiare o bere; la qual cosa il discreto uomo, consigliato dalla ragione, per non avere a litigar della verità con così fatta gente, fa prestamente, volendo piuttosto gittar via quello che al ghiotto concede, che, come è detto, porsi in novelle con lui; perciocchè come questo è dal savio uomo fatto, così è al ghiotto serrata la gola e posto silenzio: e in questo pare, che si termini in questo canto l’allegoria.