Pagina:Boccaccio - Il comento sopra la Commedia di Dante Alighieri di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto sopra un testo a penna. Tomo II, 1831.djvu/135

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SOPRA DANTE 131

per soperchio bere, i vapor caldi surgenti dallo stomaco generano umori nella testa, i quali poi per gli occhi distillandosi, quelli fa divenire rossi e lagrimosi. Appresso dice, lui aver la barba unta, a dimostrare che il molto mangiare non si possa fare senza difficultà nettamente, e così non potendosi, è di necessita ugnersi la barba, o ’l mento o ’l petto; e per questa medesima cagione vuole che la barba di questo demonio sia nera, perciocchè il più ogni unzione annerisce i peli, fuor che i canuti. Potrebbesi ancora qui più sottilmente intendere e dire, che conciosiacosachè per la barba s’intenda la nostra virilità, la quale quantunque per la barba s’intenda, non perciò consiste in essa, ma nel vigore della nostra mente, il quale è tanto quanto l’uomo virtuosamente adopera, e allora rende gli operatori chiari, e splendidi e degni d’onore; dove qui per la virilità divenuta nera, vuole l’autor s’intenda nella colpa della gola quella essere depravata e divenuta malvagia. Dice oltre a ciò, Cerbero avere il ventre largo, per dimostrare il molto divorar de’ golosi, i quali con la quantità grande del cibo, per forza distendono e ampliano il ventre, che ciò riceve oltre alla natura sua; e che è ancora molto più biasimevole, tanto talvolta dentro vi cacciano, che non sostenendolo la grandezza del tristo sacco, sono, come altra volta di sopra è detto, come i cani costretti a gittar fuori. E in quanto dice questo demonio avere le mani unghiate, vuol che s’intenda il distinguere e il partire che fa il ghiotto delle vivande; e oltre a questo il pronto arrappare, quando alcuna cosa vede che più