Pagina:Boccaccio - Il comento sopra la Commedia di Dante Alighieri di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto sopra un testo a penna. Tomo II, 1831.djvu/229

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SOPRA DANTE 225

questo detto, dimostra quello che a Fleglas paresse, queste parole udendo e credendole, e dice:

Quale è colui che grande inganno ascolta,

Che gli sia fatto, che prima si turba, e poi se ne rammarca, con gli amici e con altrui,

Tal si fe’ Flegïas nell’ira accolta,

parendogli essere ingannato in ciò, che alcun di lor due non dovesse rimanere, e che esso invano passasse il loto, che forse mai più avvenuto non gli era. E avanti che più si proceda, è da sapere che, secondoche scrive Lattanzio, in libro Divinarum, institutionum, questo Flegias fu figliuolo di Marte, uomo malvagio e arrogante, e fastidioso contro agl’iddii: ebbe questo Flegias, secondochè Servio dice, due figliuoli, Issione e una Ninfa chiamata Coronide, la quale essendo bellissima, piacque ad Apolline, iddio della medicina, di che seguì che Apolline giacque con lei, e ingravidolla, ed essa poi partorì un figliuolo, il quale fu chiamato Esculapio; la qual cosa sentendo Flegias, e adiratosi forte, senza prendere altro consiglio, impetuosamente corse in Delfo, e quivi mise fuoco nel tempio d’Apolline, il quale a que’ tempi dall’error de’ gentili era in somma reverenza e divozione quasi di tutto il mondo; perciocchè quivi ogni uomo per risponsi delle bisogne sue concorreva: e fu questo tempio arso da Flegias, secondochè scrive Eusebio in libro Temporum, l’anno 23 di Danao re degli Argivi, il quale fu l’anno della creazione del mondo 3752. E oltre a questo scrivono alcuni che esso uccise la figliuola, la quale percioc-

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