Pagina:Boccaccio - Il comento sopra la Commedia di Dante Alighieri di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto sopra un testo a penna. Tomo II, 1831.djvu/40

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36 COMENTO DEL BOCCACCI

aveano: e postesi quelle in capo, mise in festa e in trastullo Antonio, e tanto procedette col trastullo della festa, che ella l’invitò a dover bere le loro ghirlande, e messe i fiori di quelle in un nappo, dove era quello, o vino, o altro che ber si dovea: e volendolo Antonio bere, ella il ritenne, e vietò che nol bevesse, e disse: Antonio, amantissimo a me, io son quella Cleopatra, la quale con queste tue disusate pregustazioni tu mostri d’aver sospetta: e però se io potessi sofferire che tu bevessi quello di che tu hai paura, e tempo n’ho, e tu me n’hai data cagione: e quindi mostratogli l’inganno il quale adoperato avea ne’ fiori, dicono che Antonio la fece prendere e guardare, e costrinsela a bere quel beveraggio, il quale ella aveva a lui vieetato che nol bevesse, e così lei vogliono esser morta. La prima opinione è più vulgata: senza che a quella s’aggiugne, che avendo Antonio ed ella cominciata una magnifica sepoltura per loro, Ottaviano comandò che compiuta fosse, e che amenduni in essa fossero seppelliti. Elena vidi, in questa schiera, per cui, cioè per la quale, tanto reo Tempo si volse, cioè tanta lunga dimension di tempo, la quale per le circunvoluzioni del cielo misurata passò: la quale lunga dimension di tempo fu, per ispazio di venti anni, cioè dal dì che Elena fu rapita, al di che a Menelao fu restituita; perciocchè tanto stette Elena in Troia, e al alquanto più, siccome Omero nell’ultimo libro della sua Iliada dimostra, laddove lei piangendo sopra il morto corpo di Ettore, fa dire quasi queste parole, che essendo ella stata venti anni appo Priamo e i figliuoli, mai Ettore non l’avea detta