Pagina:Boccaccio - Il comento sopra la Commedia di Dante Alighieri di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto sopra un testo a penna. Tomo III, 1832.djvu/174

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166 COMENTO DEL BOCCACCI

nel presente libro,

Ciò che fa manifesto agli occhi miei!

de’ tuoi effetti.

D’anime nude vidi molte gregge,

cioè molte brigate, molte schiere,

Che piangien tutte assai miseramente;

qui posta la general pena di tutte, discende alle particularità dicendo, E parea posta lor, dalla giustizia, diversa legge. E venendo a dir quale, seguita,

Supin giaceva in terra alcuna gente:

cioè parte di queste molte; e dice giacevan supine, cioè col viso volto in su, Alcuna, parte di questa molta gente, si sedea tutta raccolta, con le gambe raccolte sotto l’anche, E altra, parte di questa gente, andava continuamente.

Quella che giva intorno era più molta,

che alcuna dell’altre due le quali ha descritte, E quella men, che giaceva, supina, al tormento, il quale appresso descriverà,

Ma più al duolo avea la lingua sciolta,

cioè espedita. Sovra tutto ’l sabbion, cioè rena, d’un cader lento

Piovean di fuoco dilatate falde,
Come di neve in Alpe senza vento.

Appresso per una comparazione, o vogliam dire esemplo, dimostra quello che queste falde di fuoco adoperassero in tormento de’ dannati in quel luogo, e dice, Quali Alessandro, re di Macedonia, del quale di sopra dicemmo più distesamente, in quelle parti calde