Pagina:Boccaccio - Il comento sopra la Commedia di Dante Alighieri di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto sopra un testo a penna. Tomo III, 1832.djvu/18

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10 COMENTO DEL BOCCACCI

contro al ghibellino: nondimeno come molesto fosse alla patria sua e nostra, costui nelle cose seguenti apparirà. Subitamente questo suono, cioè questa voce; e pone questo vocabolo suono improprio, perciocchè propriamente suono è quello che procede dalle cose insensate, come è quello della campana, del tuono e simiglianti, uscìo D’una dell’arche, le quali eran quivi: però m’accostai,

Temendo, un poco più al duca mio.

Ed el mi disse. Qui comincia la seconda particella della parte terza principale, nella quale Virgilio gli mostra messer Farinata e sospignelo ad esso; dice adunque, Ed el mi disse: volgiti, inverso l’arca onde uscì il suono, che fai? cioè come fuggi tu? Vedi là Farinata, cioè l’anima di messer Farinata degli Uberti, che s’è dritto, nella sepoltura nella quale giacea: dalla cintola in su, cioè da quella parte della persona sopra la quale l’uom si cigne, la quale non era tanta parte quanta è quella che oggi si vedrebbe; perciocchè gli uomini solcano andar cinti sopra i lombi, oggi vanno cinti sopra le natiche: e soleva essere la cintura istrumento opportuno, a tenere ristretta la larghezza de vestimenti, ove ne’ giovani d’oggi è ornamento superfluo d’assai vil parte del corpo loro; perciocchè in luogo di cinture, essi fanno ricchissime corone; e come per addietro delle corone si solea ornar la fronte, così delle presenti si coronan le natiche: tutto il vedrai. Per le quali parole di Virgilio, l’autore prestamente verso quel luogo rivoltosi, cominciò a riguardare questo messer Farinata, e però segue, Io avea il mio viso,