Pagina:Boccaccio - Il comento sopra la Commedia di Dante Alighieri di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto sopra un testo a penna. Tomo III, 1832.djvu/186

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178 COMENTO DEL BOCCACCI

no di quella cacciati molti antichi paesani, e gran parte d’essa, il cui terreno è ottimo e fruttifero, fanno star sodo e per pasture, per tener magri quegli della contrada: e seguita,

Sotto ’l cui rege fu già il mondo casto.

Seguita in questa parte l’autore l’opinion volgare delle genti, la qual tiene, che Saturno fosse re di Creti, la qual cosa Evemero nella istoria sacra mostra non esser così, anzi dice che egli fu re d’Olimpo, il quale è un monte altissimo in Macedonia: è ben vero, che ella era sotto la sua signoria, e perciò dice, che sotto il re di questa isola fu il mondo casto; perciocchè come altra volta è stato detto, regnante Saturno, fu il mondo o non corrotto, o men corrotto alle lascivie che poi stato non è; e però dice Giovenale,

Credo Pudicitiam, Saturno rege, moratam
In terris etc.

Una montagna v’è, in questo paese guasto, che già fu lieta, D’acqua e di frondi, siccome quella nella quale erano molte e belle fontane, e dilettevoli boschi, che si chiamò Ida; e così dallo effetto ebbe il nome, perciocchè Ida vuol tanto dire, quanto cosa formosa e bella: e qui è da guardare, questa Ida non esser quella nella quale si legge, che Paris diè la sentenza tra le tre dee, perocchè quella è una selva vicina ad Ilione, Ora è diserta, cioè abbandonata, come cosa vieta, cioè vecchia e guasta. Rea la scelse già per cuna, cioè per culla, volendo per questo nome intendere, il luogo atto a dovervi poter nudrire e allevare il figliuolo, siccome le nutrici gli allievano nelle culle, fida, cioè sicura, Del