Pagina:Boccaccio - La Teseide di Giovanni Boccaccio nuovamente corretta sui testi a penna, 1831.djvu/100

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82 LA TESEIDE


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E questo fatto, la terra prendete
     Che cagion fu di morte a’ vostri regi,
     E sì ne fate ciò che voi volete,
     Come di nido di tutti i dispregi:
     Sicuramente in quella andar potete,
     Che alcun non è che al gir vi privilegi.
     Le donne quasi liete il ringraziaro,
     E quindi a fare il lor uficio andaro.

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Esse giron nel campo doloroso,
     Dove gli argivi re morti giacieno;
     E benchè fosse a lor fatto noioso,
     Per lo fiato ch’e’ corpi già rendieno,
     Non fu però a lor punto gravoso
     Cercar pe’ morti que’ ch’elle volieno,
     In qua in là, or questo or quel volgendo,
     Il suo ognuna intra’ molti caendo.

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Il quale in prima non avien trovato,
     Che, dopo molto pianto, mille volte
     Non si restavan sì l’avien baciato,
     Usando ne’ lor pianti voci molte,
     Qua’ soglion far le donne in cotal piato:
     Quindi de’ corpi le parti raccolte,
     Prima ne’ fiumi gli bagnavan tutti,
     Po’ gli ponieno sopra i roghi strutti.