Pagina:Boccaccio - La Teseide di Giovanni Boccaccio nuovamente corretta sui testi a penna, 1831.djvu/12

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viii

posampiero. Ma disgraziatamente non si avvide che questa copia era una madre tanto sconcia e deforme, che non doveva produrre se non un aborto, e così appunto riuscì la di lui sospirata edizione. Se lo stampatore avesse tratto partito dalle varianti che gli erano state comunicate avrebbe fatto certamente opera migliore, poichè è evidente che il codice Camposampiero è infedele; benchè io abbia sempre un forte dubbio nell’animo che mi spinge a credere, che la copia che servì per la stampa fosse fatta da mano o poco fedele, o poco pratica dell’antica scrittura. Di fatto sono tante e tali le alterazioni che s’incontrano nell’edizione del Silvestri confrontandola con gli antichi codici della Teseide, che io oserei credere che molti sbagli siano derivati da una troppo ardita pratica dell’editore di variare a proprio talento ciò che gli poteva sembrare o duro o errato, e forse anche l’imperizia o la poca cura nel leggere il codice, piuttosto che attribuirli tutti all’antico emanuense. E ciò sia detto per non denigrare alla fama di cui gode il codice Camposampiero, che io non conosco che per l’edizione del Silvestri: ma per confermare col fatto quanto di sopra ho asserito, basterà, io credo, di porre sotto gli occhi del diligente lettore una nota delle principali varianti che s’incontrano fra l’edizione milanese e la presente.1


  1. Libro I. Ottava 4. Verso 2. L’Edizione milanese del 1819 legge — Forse verrà, con messione ancora. E i codici leggono: Forse verrà, com’io spero ancora. L. I. O. 13. V. 1. A questo i Greci assai ispessamente. E i codici: A questo scotto i Greci assai sovente. L. I. O. 26. V. 5. Sopra di noi a voler dar moleste. Molesta per