Pagina:Boccaccio - La Teseide di Giovanni Boccaccio nuovamente corretta sui testi a penna, 1831.djvu/196

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178 LA TESEIDE


83


Poi disse loro: o cavalier, se Marte
     Doni vittoria a cui più la disia,
     Ciascun di voi si tragga d’una parte;
     E s’egli è in voi alcuna cortesia,
     Mi dite chi voi siete, e chi in tal parte
     A battaglia v’induce tanto ria,
     Secondo ne mostrate nel ferire
     Che fate l’un ver l’altro da morire.

84


Li cavalier quando vider Teseo,
     E lui udirò a lor così parlare,
     Ciascuno indietro volentier si feo,
     E vorrebbono avere a cominciare
     Quella battaglia: ma il buon Penteo
     Prima così rispose al domandare:
     Noi siam due cavalier che per amore
     Colle spade proviam nostro valore.

85


Disse Teseo: deh ditemi chi siete?
     A cui Penteo: noi ’l farem volentieri,
     Se voi, caro signor, ne promettete
     La pace vostra, se a noi fia mestieri.
     A cui Teseo rispose: voi l’avete,
     Perchè vi veggio sì pro’ cavalieri,
     E combattete ancor per tal cagione,
     Che offendervi saria contro ragione.