Pagina:Boccaccio - La Teseide di Giovanni Boccaccio nuovamente corretta sui testi a penna, 1831.djvu/24

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6 LETTERA

a tutte queste cose l’infortunio di Arcita, e il suo trionfo, la liberazione di Palemone, le sponsalizie di Emilia, e la morte di Arcita si pongono interamente; giungendosi ad esse l’onore publico fattogli da Teseo e dagli altri greci principi a seppellirlo, ed il mirabile tempio nel quale le sue ceneri furono poste; e ultimamente come Emilia fosse conceduta a Palemone, e le sue nozze, e de’ principi la partita finendo si trova.

Le quali cose se tutte insieme, e ciascuna per sè, o nobilissima Donna, da voi con sana mente saranno pensate, potrete quello che di sopra dissi conoscere; e quindi la mia affezione discernendo, il preso orgoglio lasciare, e lasciato potrete la mia miseria in desiderata felicità ritornare. Ma se pure gravi vi fossono le dette cose, e vincesse la vostra alterezza la mia umiltà, in questo una cosa sola per supremo dono addomando, che dando ad essa luogo, il presente piccolo libretto, poco presente alla vostra grandezza, ma grande alla piccolezza mia, tegnate. Questo, se ’l fate, alcuna volta ne’ miei affanni sarà di refrigerio cagione, pensando che in quelle dilicate mani, nelle quali io più non oso venire, una delle mie cose alcuna volta pervenga. Io procederei a molti più preghi, se quella grazia, la quale io ebbi già in voi, non se ne fosse andata. Ma perocchè io del niego dubito con ragione, non volendo che a quell’uno che di sopra ho fatto, e che spero, siccome giusto, di ottenere, gli altri nocessero, e senza essermene niuno conceduto mi rimanessi, mi taccio; ultimamente pregando colui che mi vi diede, allorachè io pri-