Pagina:Boccaccio - La Teseide di Giovanni Boccaccio nuovamente corretta sui testi a penna, 1831.djvu/277

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LIBRO SETTIMO 259


143


Pensate ancora quanti riguardanti,
     E che persone sono in questo loco:
     Voi gli vedete tutti a voi davanti:
     Però come volete, o molto, o poco
     Aoperate omai, che cota’ vanti
     Avrà la fiamma chente fia il fuoco;
     Pregovi pur quant’io posso di bene,
     Perocchè male a voi non si convene.

144


Egli era tale a veder nell’aspetto
     Quando parlava, qual nel cielo avverso
     O da mane o da sera nuvoletto
     Ha il sole, con parlare alto e diverso
     Dal suo usato; e ’n su le strive eretto,
     Con l’una man reggea ’l caval perverso,
     Ch’anitrendo era senza alcuna posa,
     L’altra alla spada nel fodero ascosa.

145


Egli avea detto: e Palemone ancora
     Con alte boci li suoi invitava
     A grandi onori, ed a ben far gl’incora
     Quanto poteva, e molto gli pregava:
     Laonde l’una parte e l’altra allora
     Sì per lo dir de’ due incoraggiava,
     Che appena suon volevano aspettare,
     Tanto disio avean d’avanti andare.