Pagina:Boccaccio - La Teseide di Giovanni Boccaccio nuovamente corretta sui testi a penna, 1831.djvu/333

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LIBRO NONO 315


29


Passata aveva il sol già l’ora ottava,
     Quando finì lo stormo incominciato
     In su la terza, e già sopra montava
     Il pincerna di Giove, permutato
     In luogo d’Ebe, e col cìel s’affrettava
     Il pesce bin di Vener lo stellato
     Polo mostrar: però parve ad Egeo
     D’indi partire, e ’l simile a Teseo.

30


E già Arcita ne volea pregare,
     Quando Teseo comandò che venisse
     Un carro trionfal, che apparecchiare
     Aveva fatto a chiunque vincisse:
     Egli il fe’ molto riccamente ornare,
     Ed Arcita pregò che su vi gisse
     Fino all’ostier, se non gli fosse noia:
     Rispose Arcita, ch’anzi gli era gioia.

31


E certo quando Roma più onore
     Di carro trionfale a Scipïone
     Fece, non fu cotal, nè di splendore
     Passato fu da quello, il qual Fetone
     Abbandonò per soverchio tremore,
     Quando Libra si cosse e Scorpïone,
     Ed e’ da Giove nel Po fulminato
     Cadde, e lì l’ha l’epitaffio mostrato.