Pagina:Boccaccio - La Teseide di Giovanni Boccaccio nuovamente corretta sui testi a penna, 1831.djvu/450

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432 LA TESEIDE


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E perocchè li porti disiati
     In sì lungo pileggio ne tegnamo,
     Da varii venti in essi trasportati,
     Le vaghe nostre vele qui caliamo,
     E le ghirlande e i doni meritati
     Con le ancore fermati qui aspettiamo,
     Lodando l’Orsa, che colla sua luce
     Qui n’ha condotti, a noi essendo duce.