Pagina:Boccaccio - La Teseide di Giovanni Boccaccio nuovamente corretta sui testi a penna, 1831.djvu/55

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LIBRO PRIMO 37


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Ed esso ancor con sollecita cura,
     Ch’al suo più presto spaccio più pensava,
     Immaginò, che se intorno alle mura
     Di quella terra il suo campo fermava,
     E’ potrebbe avvenir peravventura
     Che senza utile il tempo trapassava;
     Perocchè, quando pure e’ succedesse,
     Poco avria fatto perchè lor vincesse.

84


E tornandogli a mente come Alcide
     All’Idra, che de’ suoi danni crescea,
     Avea la vita tolta, seco vide
     Che là dov’era Ippolita dovea
     Sua prova far; perchè se lei conquide,
     Più contasto nessun non vi sapea:
     E per cotal pensiero il campo mosse
     Per gir colà dove Ippolita fosse.

85


Corse la fama per tutto ’l paese
     Della sconfitta fatta tostamente;
     Perchè ciascuna sè alle difese
     Si metteva di sè velocemente:
     Ma quella cui tal cosa più offese
     Ippolita è da creder certamente;
     La qual, poichè così la cosa andare
     Vide, propose di volersi atare.