Pagina:Boccaccio - La Teseide di Giovanni Boccaccio nuovamente corretta sui testi a penna, 1831.djvu/60

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42 LA TESEIDE


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Teseo la prese assai benignamente,
     E innanzi a sè chiamati i suoi baroni
     Insieme con molt’altra buona gente,
     Disse: signori, le donne amazzoni
     Questa lettera mandan veramente;
     Però l’udite, e con belle ragioni
     Lor si risponda: e poi la fece aprire,
     E legger sì che ognun potesse udire.

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La lettera era di cotal tenore:
     A te Teseo alto duca d’Atene
     Ippolita regina di valore
     Salute, se a te dir si conviene,
     E accrescimento sempre di tuo onore,
     Senza mancar di quel che m’appartiene,
     E pace con ciascuno, ed ancor meco,
     Che ho ragion di aver guerra con teco.

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I’ ho veduta la tua gente forte
     Ne’ porti miei con isforzata mano;
     Tal che sarebbe paura di morte
     Data a qualunque popol più sovrano
     Fuor ch’alle donne mie di guerra scorte
     Più ch’altra gente che al mondo siano,
     Le qua’ di que’ cacciasti assai superbo,
     Delle qua’ meco una parte ne serbo.