Pagina:Boccaccio - La Teseide di Giovanni Boccaccio nuovamente corretta sui testi a penna, 1831.djvu/67

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LIBRO PRIMO 49


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E ’l dir che noi con esso combattiamo
     Mi par che sia assai folle pensiero;
     Perciocchè tutte quante conosciamo
     La gente sua, e lui ardito e fiero:
     E se ancora ben ci ricordiamo,
     E con noi stesse vogliam dire il vero,
     Noi lo provammo, non è molto ancora,
     Di che noi ci pentemmo in poca d’ora.

120


E oltre a questo egli ha seco l’aiuto
     Degli alti iddii, che noi han per nimiche;
     E noi l’abbiamo assai chiaro veduto,
     Che orazion, vigilie, nè fatiche,
     Forza di corpo o atto provveduto
     Campar non ci ha potuto, che mendiche
     Della sua grazia esser non ci convenga,
     Se noi vogliam che ’n vita ci sostenga.

121


Però terrei consiglio assai migliore
     Renderci a lui, che del valor mondano,
     Per quel ch’i’ senta, egli ha il pregio e l’onore;
     Ed è, a chi s’umilia, umile e piano:
     E già non ci sarà a disonore,
     Se vinte siam da uomo sì sovrano:
     Perciò che ogni uom per femmine ci tiene
     Come noi siamo, e lui duca d’Atene.


bocc. la teseide 4