Pagina:Boccaccio - La Teseide di Giovanni Boccaccio nuovamente corretta sui testi a penna, 1831.djvu/69

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LIBRO PRIMO 51


125


Ippolita era a maraviglia bella,
     E di valore accesa nel coraggio:
     Ella sembrava mattutina stella,
     O fresca rosa del mese di maggio;
     Giovane assai, e ancora pulcella,
     Ricca d’avere, e di real legnaggio,
     Savia e ben costumata, e per natura
     Nell’arme ardita e fiera oltre misura.

126


A cui le donne da Teseo venute,
     Ed a molte altre i patti raccontaro;
     Recando a tutte da Teseo salute,
     Il che fu alle più grazioso e caro:
     E poi che fur le parole compiute,
     Le donne l’armi di botto lasciaro:
     Ed ella comandò, per suo amore,
     Che a Teseo e a’ suoi sia fatto onore.

127


Poscia che furono i patti fermati,
     Teseo co’ suoi montati in su’ destrieri,
     E’ più di loro essendo disarmati,
     A piccol passo i lieti cavalieri
     Senza contasto in la città menati,
     Nella qual ricevuti volentieri
     Umili d’essa preser possessione
     Senza fare ad alcuna offensione.