Pagina:Boccaccio - La Teseide di Giovanni Boccaccio nuovamente corretta sui testi a penna, 1831.djvu/98

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80 LA TESEIDE


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Questo veggendo i cittadin tebani,
     Le donne e’ vecchi e’ piccoli figliuoli
     Rimasi in quella miseri profani,
     Di quella usciron facendo gran duoli,
     Li suo’ seguendo per luoghi silvani:
     E così tristi per diversi stuoli
     Lasciar di Bacco e di Ercole la terra
     Nelle man di Teseo in tanta guerra.

72


Al buon Teseo non piacque seguitare
     Que’ che fuggian; ma tosto se ne gio
     In ver la terra, alla qual nell’entrare
     Nessun incontro con arme gli uscio:
     Passato adunque dentro, ad ammirare
     Cominciò i templi di qualunque iddio,
     Le antiche rocche di Cadmo cercando,
     E l’altre cose mire riguardando.

73


E poich’egli ebbe vedute le cose
     Magnifiche, ciascun quelle guardante,
     Se ne uscì fuori, ed alle sue vogliose
     Genti di rubar quella rimirante
     Licenzia diede: è ver che loro impose
     Che tutte salve sian le cose sante
     Degli tebani iddii: per che cercata
     Fu tosto tutta e per tutto rubata.