Pagina:Boccaccio - Ninfale fiesolano di Giovanni Boccaccio ridotto a vera lezione, 1834.djvu/190

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20 a m. pino de’ rossi

sole e per piova, di dì e di notte combattendo o camminando, o i loro campi affossando, niuno altro guernimento per soddisfacimento della natura portavano, che un poco di farina per uno con alquanto lardo, non dubitando di trovare dell’acqua in ogni luogo. Quanto adunque più leggermente si deono potere pascere coloro, che nelle citta disarmati e in quiete dimorano? Tolga Iddio che voi in sì fatta estremità venuto siate, che quello che coloro facevano, colla vostra famiglia si convenga di fare; ma se già quello ch’io dico si fece, ed è possibile di fare, molto maggiormente è secondo la facoltà rimasa, non secondo le mense di Sardanapalo, ma ad esempio di Senocrate la vostra famiglia ordinare. E colui il quale le fiere nelle selve e gli uccelli nell’aria nutrica, prestandovi della sua grazia, eziandio nelle solitudini d’Egitto, non che tra gli amici e parenti, vi parerà modo innanzi di nutricarli. Egli non venne mai meno ad alcuno che in lui sperasse; e chi non crede alla speranza di lui, più che del padre o di alcuno altro, per certo nè lui nè sè nè gli uomini del mondo conosce. E voi dovete esser contento di avere piuttosto stretta e scarsa fortuna in allevare i vostri figliuoli, che molto larga: perciocchè come le delizie ammolliscono co’ corpi gli animi de’ giovani, così i grossi cibi, i duri letti, e i vestimenti rusticani, gli animi naturalmente gentili fanno ad ogni fatica pazienti, raffrenano l’arroganza, e di piacere e di sapere con tutti vivere accendono loro il disio. E se bene si guarderà tra la moltitudine de’ nostri passati, troppi più si troveranno coloro che dagli aspri e