Pagina:Bois - Sui confini della scienza della natura,1928.djvu/106

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zione deve restare alla capacità d’astrazione di ogni individuo»50.

Ma venne per me più tardi, non ne faccio mistero, il giorno di Damasco. Assidue meditazioni necessarie per le mie letture pubbliche «Su alcuni risultati dei nuovi studi naturali» mi condussero alla convinzione che il problema del libero arbitrio è preceduto almeno da tre altri problemi trascendenti: oltre a quello già prima da me riconosciuto dell’essenza della materia e della forza, quello del primo movimento e quello della prima sensazione nel mondo.

Che i sette enigmi siano stati qui numerati e contrassegnati come in un libro di temi matetematici, fu conseguenza del scientifico Divide et impera. Si può anche raccoglierli in un unico problema, il problema del mondo51.

Il possente pensatore, di cui oggi solennizziamo la memoria, credeva di aver sciolto questo problema; egli si era assestato il mondo a suo piacimento. Se Leibniz potesse, appoggiandosi sui suoi stessi lavori, prender parte oggi alle nostre meditazioni, egli certo direbbe con noi

«Dubitemus»